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​La lotta di gemelle contro un tabù

In molti paesi, le ragazze e le giovani donne non hanno i mezzi economici per permettersi gli assorbenti igienici né vi hanno accesso. Il fatto che le mestruazioni rappresentino ancora spesso un tabù peggiora il problema e impedisce una frequentazione regolare della scuola. In Etiopia, SOS Villaggi dei Bambini è al fianco di due sorelle gemelle che si battono per ottenere opportunità formative eque..

Immagine: le gemelle Woynishet e Marishet sono felici di poter permettere ad altre ragazze di frequentare la scuola.

Purtroppo, per molte ragazze e giovani donne la parità di accesso alla formazione è ancora interdetta. Acquistare gli assorbenti igienici rappresenta una spesa eccessiva per tante donne. La cosiddetta «Period Poverty», ossia povertà mestruale, colpisce circa 500 milioni di donne in tutto il mondo (Fonte: BMC Woman’s Study, 2021). Le famiglie più povere non possono permettersi l’acquisto. Ma la povertà nei giorni del ciclo va oltre il solo impatto economico. Va ricondotta infatti anche alla mancanza di accesso all’educazione all’igiene, alle toilette, alle possibilità di lavarsi le mani e di smaltire i rifiuti. Come se non bastasse, i tabù sull’argomento intralciano e impediscono i cambiamenti positivi. Non se ne parla e le donne interessate sono costrette ad adeguare la loro quotidianità al ciclo e a porsi dei limiti. Questa sorte non risparmia nemmeno le ragazze e le giovani donne in Etiopia. Le sorelle gemelle Woynishet e Marishet di quasi 15 anni ne sanno qualcosa. Al momento frequentano entrambe l’ottava classe in una scuola nella comunità di Bushullo, dove SOS Villaggi dei Bambini Svizzera tiene un programma per il rafforzamento familiare. Woynishet e Marishet sono due ragazze interessate e

impegnate che tra le tante attività collaborano anche in un club femminile, in una squadra di calcio e in un gruppo per la tutela ambientale. Quando i collaboratori di SOS Villaggi dei Bambini hanno messo a disposizione assorbenti realizzati a mano con materiali locali, le due sorelle sono state tra le prime pronte a provarli. Rispetto agli assorbenti normali acquistabili nei negozi del posto, le ragazze hanno notato che le varianti locali fatte a mano erano più economiche, più comode e soprattutto più facili da lavare e quindi riutilizzabili. Le due sorelle hanno subito condiviso le loro esperienze positive con le amiche coetanee: il loro entusiasmo si è rivelato contagioso. «Molte ragazze nella nostra comunità hanno provato i nuovi assorbenti e hanno potuto riprendere a frequentare le lezioni regolarmente», racconta orgogliosa Marishet. Parlare di argomenti come la salute femminile e le mestruazioni è stato un tabù per lungo tempo nella loro comunità. Molte studentesse quindi sono rimaste sole e per tanto tempo non hanno avuto altra possibilità che restare a casa durante i giorni del ciclo. Le due gemelle ora superano queste barriere tradizionali, da una parte per aiutare le altre ragazze a non provare più un senso di vergogna e dall’altra per consentire loro di frequentare la scuola senza pause forzate semplicemente mostrando loro come usare gli assorbenti di tessuto. Per promuovere l’uso degli assorbenti di tessuto e consentire una produzione rapida e semplice, SOS Villaggi dei Bambini ha sostenuto in tutto tre scuole, compresa quella frequentata dalle due gemelle. A tal fine, sono state dotate di macchine da cucire manuali ed elettriche, materiali e accessori da riciclare. L’obiettivo delle due ragazze è, insieme a SOS Villaggi dei Bambini, quello di far conoscer la produzione e l’uso di questi assorbenti anche in altre comunità. Woynishet spiega: «Siamo molto grate per questa opportunità e siamo davvero felici di poter aiutare altre ragazze e cambiare qualcosa anche nella società.»

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